Onde evitare qualsiasi fraintendimento, specifico che il titolo dell'articolo è puramente ironico. Lo devo fare perché probabilmente la maggior parte di persone che arriveranno su questo articolo lo faranno cercando Back Link a basso costo o funzionali alla loro ascesa nella SERP.
Ovviamente qui non troverai servizi a pagamento (o gratis) per ottenere link al tuo sito. Anzi, questa è una riflessione su come questo tipo di selezione e valutazione del valore di un contenuto sia ormai anni luce dal proporre all'utente risultati realmente pertinenti.
Avere back link di qualità sembra ormai essere praticamente l'unico requisito per scalare le classifiche di Google e non solo. Tralasciamo l'usabilità, che guardando alcuni siti suggeriti da Google Discover spesso non sembra essere così tanto un requisito, perché colmi di pubblicità invasiva, titoli fuorvianti ed altre pratiche teoricamente non consentite. Tralasciamo anche la responsività e le prestazioni web, che sempre più vengono ottimizzate, e sono diventate uno standard senza cui nemmeno vieni indicizzato. Rimane solo la cosiddetta SEO specifica per i contenuti.
Search Engine Optimization è un insieme di buone pratiche da attuare per rendere un contenuto gradevole per i motori di ricerca. Riuscire a farlo vuol dire posizionarsi più in alto, e fa la differenza tra chi ha successo e chi fallisce. Alcune di queste buone pratiche sono sempre valide, come creare contenuti originali, pertinenti e completi, concorrenziali. Altre invece sono state protagoniste di improvvisi ribaltoni, in seguito ad aggiornamenti degli algoritmi.
Il fatto è che ci sono davvero tanti siti per qualsiasi categoria. Alcune sono più sature, altre meno, ma la competizione è sicura. Quando in un settore i maggiori siti raggiungono prestazioni elevate e parametri simili di ottimizzazione, cosa molto comune, i back links rimangono una delle poche varianti in grado di determinare il posizionamento. Questo può iniziare a far capire perché dietro a questo aspetto dell'ottimizzazione si è creato un giro d'affari, e di vite, non indifferente.
Se da una parte i Backlink tossici sono usati per boicottare un sito, dall'altra quelli autorevoli sono evidentemente necessari per raggiungere un buon posizionamento. Quelli che servono a penalizzare altri siti costano molto poco. Quelli che invece valorizzano possono arrivare a costare migliaia di euro. Ci sono infatti varie piattaforme nate per questo tipo di compra-vendita, ma gli annunci e le proposte girano anche su social network, forum e community.
Con il mio sito LoFaiOnline.it ho raggiunto ottimi posizionamenti senza acquistare alcun tipo di backlink, ma un boicottaggio massivo ancora in atto ha fatto scomparire molti risultati dalle ricerche. Mi sono ovviamente interessato all'argomento "compra-vendita" di Backlink, Guest Posting e ricerca di collaborazioni, ma per vari motivi non è una soluzione a cui mi sento di rivolgermi.
Si trovano promozioni in stile discount, 3 backlink al prezzo di uno, sul sito del genere che preferisci, semplicemente basandosi sulla fantomatica autorità di un sito, determinata da alcuni famosissimi tools online. Ma questo che valore può avere in un contesto in cui basta comprarli? I miei contenuti devono essere utili e apprezzati per come sono fatti, per quanto l'utente si sente coinvolto e capito, premiando lo studio della migliore soluzione piuttosto che dedicare tempo, e più che altro soldi, all'acquisto di backlink.
L'acquisto di Backlink è una pratica teoricamente non consentita da Google se finalizzata alla scalata del ranking nelle ricerche e quindi alla manipolazione dell'algoritmo di selezione. Se riconosce tali pratiche, può penalizzare un sito. Per farlo lecitamente, bisognerebbe indicare il link come "Sponsorizzato", assumendo però tutt'altro valore in ottica SEO. Detto ciò, se i link sono di almeno discreta qualità, non portano praticamente mai a penalizzazione, a fronte invece di possibili miglioramenti. Dal verso opposto invece, i backlink tossici continuano a mietere vittime, perché venduti in grandi quantità e a piccoli prezzi, portando avanti campagne che in un modo o nell'altro riescono a delegittimare un sito.
Fortunatamente l'algoritmo di Google riesce ancora in alcuni casi ad effettuare una selezione logica, e non dettata da parametri discutibili dati da quanti altri siti ti linkano. Anche perché, come il colosso del web ormai dovrebbe sapere, chi vende link, spesso li compra anche, generando un circolo vizioso ed elitario. La speranza per i giorni a venire è proprio che Google nei suoi prossimi aggiornamenti del Core inizi a dare il giusto valore a questi backlink.
Purtroppo però le dinamiche mondiali non sembrano dirigersi proprio verso l'eticità e la correttezza, ma piuttosto verso il profitto a prescindere da tutto, facendone pagare le spese a sicurezza, privacy, affidabilità e attendibilità. Insomma, non andiamo verso il Web di Linux, Wikipedia, Open Source, ma siamo diretti verso l'internet dei magnati senza scrupoli morali. E gli aspetti legali? Ci stanno lavorando e sono già a buon punto. Basta puntare a cariche politiche o tecniche nei governi e istituzioni.
Se il web fino a non molto tempo fa poteva ancora rappresentare un opportunità, sembra sempre più trasformarsi piuttosto in una gabbia, rischiando di imprigionare dentro anche quelle persone che finora l'hanno sostenuto come mezzo di enorme importanza per l'umanità. Internet è una fonte di sapere infinita e accessibile a tutti. Se l'accesso però è filtrato da mille parametri, principalmente economici, diventa un luogo dove trovi solo quello che vogliono farti trovare. Pericoloso, ma nessuno sembra accorgersene, o semplicemente non dice niente, o non sa cosa dire, ne cosa fare.
Il web è sempre più l'espressione senza limiti del capitalismo, che globalizzando la sua attività riesce a sfruttare risorse di ogni dove, ridistribuendole solo dove e come vuole. Sopravvivere in un ottica diversa diventa sempre più difficile. E non stiamo parlando di fare gli eremiti senza tecnologia, ma solo di poterla utilizzare per migliorarci la vita e non per trasformarci in target da monetizzare.
Affrontare tutto questo è praticamente impossibile, se non come per altre battaglie, costruendo una rete di collaborazione e solidarietà partendo dal basso, cercando di sensibilizzare e coinvolgere il più persone possibile. La libertà e la sicurezza sul web nei prossimi anni potrebbero essere il nuovo campo di battaglia degli attivisti per i diritti civili e dei consumatori.